UBS abbassa nuovamente l'obiettivo per le azioni sudcoreane! Pressioni su tassi di cambio e previsioni di profitto, possibile ripresa nel 2027
UBS ha tagliato per la seconda volta quest’anno il target del KOSPI della Corea del Sud, da 8000 punti a 7500. L’apprezzamento del won del 15% insieme al continuo abbassamento degli EPS ha portato gli investitori stranieri a vendere più di 190 miliardi di won netti in ottobre, costituendo la principale pressione di vendita. Tuttavia, UBS sottolinea che si tratta di un “reset dei profitti” guidato dal cambio e non di un ciclo al ribasso, ed è ottimista sulla ripresa nel 2027, con un obiettivo rialzista puntato a 9300 punti.
Dopo aver abbassato il target a 12 mesi sull'indice azionario coreano KOSPI lo scorso settembre, UBS lo ha nuovamente ridotto, passando da 8000 a 7500 punti (-6%), corrispondente a un P/E forward di 6 volte: si tratta di un ulteriore aggiustamento.
Secondo la piattaforma di trading Chasing Wind, UBS ha evidenziato nel report del 29 ottobre che la principale motivazione di questa revisione è legata ai cambi valutari e a una revisione degli utili bottom-up; le crescenti pressioni macroeconomiche continueranno a pesare sul risultato per azione, mentre il mercato azionario non ha ancora riflesso pienamente l’impatto dell’apprezzamento del won.
Recentemente il KOSPI è già sceso dal massimo di circa il 10%, avvicinandosi alla sua fascia di valore inferiore di 5000 punti (corrispondente a un P/E di 4 volte); il rapporto put/call del KOSPI 200 ha raggiunto una deviazione standard negativa, un segnale che storicamente anticipa un’eccessiva condizione di ipervenduto del mercato. UBS ritiene che l’attuale sentiment di avversione al rischio del mercato sia eccessivo, e in assenza di una persistente revisione al ribasso degli utili o di shock esogeni, lo spazio di ulteriore ribasso sia limitato.
Guardando al futuro, UBS prevede che il KOSPI resterà sotto pressione fino alla fine dell’anno, ma vede una prospettiva di ripresa entro il 2027, sostenuta da una forte crescita degli utili per azione (EPS), un miglioramento del ritorno per gli azionisti, un allentamento dei vincoli di liquidità e la fine del ciclo di rialzo dei tassi di interesse. UBS ha fissato il target rialzista a 9.300 punti (corrispondente a un P/E di 8 volte).
Doppia pressione tra cambi e utili
La revisione del target su KOSPI da parte di UBS è la seconda quest’anno. Il 18 settembre, l’analista di UBS Yong-Suk Son aveva abbassato il rapporto a 12 mesi da 8.800 a 8.000 punti, quasi del 10%, citando come ragioni principali l’aumento dei tassi, il rafforzamento del won coreano e il rialzo dei prezzi del petrolio. All’epoca, UBS osservava come il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni fosse balzato dal 3,4% di inizio anno al 4,5%, la banca centrale coreana avesse alzato i tassi due volte da luglio, e il prezzo del petrolio avesse superato quota 100 dollari al barile.
A distanza di circa sei settimane, UBS è intervenuta nuovamente, riducendo il target a 7.500 punti. Il motore principale di questa revisione riguarda l’effetto cambi e le revisioni EPS bottom-up. Secondo le analisi UBS, il won si è apprezzato di circa il 15% da giugno; se tutte le altre condizioni restassero invariate, ciò peserebbe sugli utili per azione del KOSPI nel 2026 e 2027 rispettivamente del 2% e 10% circa. Nel frattempo, la correzione mensile del consensus EPS per ottobre è stata solo di -0,5%, ma non ha ancora riflesso pienamente l’impatto della rivalutazione della valuta, indicando la possibilità di ulteriori aggiustamenti futuri.

A livello settoriale, i tagli alle stime sugli utili attesi nel 2026 e 2027 sono maggiori nei comparti chimico, intrattenimento, difesa, automotive, beni di consumo discrezionali, finanza diversificata, internet e cosmetica; energia, trasporti, costruzioni e assicurazioni sono invece i settori che hanno visto le previsioni riviste al rialzo.
Flussi netti negativi degli investitori esteri, sentiment ai minimi estremi
I dati sui flussi di capitale mettono in luce un altro aspetto della pressione cui è sottoposto il mercato. Dall’inizio di ottobre gli investitori esteri hanno registrato deflussi netti per 190 miliardi di won, principale fonte di pressione in vendita, con parziale compensazione da buyback aziendali (99 miliardi di won), investitori retail (58 miliardi di won) e istituzionali locali (32 miliardi di won).
Tuttavia, UBS rileva segnali di miglioramento marginale: le vendite nette degli investitori esteri hanno rallentato di recente, passando addirittura in territorio positivo questa settimana; i retail sono tornati netti venditori nelle ultime due settimane, mentre i buyback societari dovrebbero ricevere sostegno dopo la ripresa dei riacquisti da parte di SK Hynix; i fondi pensione sono ancora in attesa, ma se il KOSPI dovesse scendere nella fascia di valore inferiore, i loro obiettivi di asset allocation potrebbero spingerli a entrare sul mercato.
Guardando alle metriche di valutazione e sentiment, il KOSPI attualmente scambia a 1,1 volte il price-to-book NTM, in linea con la media storica, con un dividend yield del 2,7% (al di sopra di una deviazione standard positiva della media), fornendo un certo supporto alla valutazione. Escludendo Samsung Electronics e SK Hynix, il price-to-book NTM del KOSPI è solo 0,9 volte (con una deviazione standard negativa di 0,6), mentre il P/E NTM si attesta a 6,6 volte (con una deviazione standard negativa di 2,6), livelli storicamente bassi.
Reset degli utili piuttosto che ciclo di ribasso, ripresa attesa per il 2027
Nonostante la pressione nel breve termine, UBS rimane relativamente ottimista sulle prospettive di medio periodo del mercato azionario coreano. Prevede che nel 2026 la crescita dell’EPS del KOSPI sarà del +258% (contro il +278% del consensus di mercato) e del +33% nel 2027 (consensus a +38%), incorporando già la pressione sui tassi di cambio, risultando così più prudente del consensus.
UBS sottolinea come l’attuale revisione in diminuzione dell’EPS sia soprattutto un “reset” dovuto ai cambi, piuttosto che l’inizio di un ciclo ribassista degli utili. La tecnologia resta il driver principale della crescita degli utili nel 2026, mentre nel 2027 si prevede che guida saranno i materiali per batterie, i servizi pubblici e il comparto chimico.
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