Il rendimento dei titoli di Stato USA supera il 5%, emergono crepe nei falchi; Alphabet(GOOGL.US) crolla del 10% dopo le contrattazioni, crisi di liquidità per l’AI
Due voti della Federal Reserve a favore dell'aumento dei tassi hanno portato i Treasury decennali statunitensi a superare il 5%. GOOGL, a causa degli investimenti nell'AI, registra un flusso di cassa libero negativo per due trimestri consecutivi e crolla di quasi il 10% nel trading dopo la chiusura. Microsoft sale controcorrente, mentre il settore software affonda; il settore crypto DAT è a rischio di crisi di liquidità. I rischi geopolitici fanno aumentare il prezzo del petrolio.
Secondo Woofun AI, il 28 ottobre il meeting FOMC ha mantenuto, con 10 voti contro 2, l’intervallo del tasso sui fondi federali al 3,75%-4,00%. Tuttavia, i membri Cook e Hammack hanno votato contro, sostenendo apertamente un aumento di 25 punti base.
Questa rara divergenza ha portato il mercato a prezzare un rialzo dei tassi, con la probabilità di un aumento di 25 punti base a dicembre salita oltre l’80%. Il rendimento del Treasury decennale ha superato il 5% nella giornata, chiudendo al 5,02%. Nel frattempo, Alphabet (GOOGL.US), a causa dei pesanti investimenti in AI che hanno causato flussi di cassa liberi negativi per il secondo trimestre consecutivo, ha visto il proprio titolo perdere quasi il 10% dopo la chiusura del mercato, con una perdita passata dai 5,855 miliardi di dollari dello scorso trimestre a 9,065 miliardi di dollari. Le fratture in chiave macroeconomica degli “hawk” e la crisi di cassa sul piano micro si intrecciano, ridefinendo la logica di pricing del rischio per gli asset a forte crescita.
I dati di bilancio di Alphabet evidenziano il costo finanziario dietro la corsa all’AI. Nel terzo trimestre i ricavi hanno raggiunto 127,577 miliardi di dollari, +25% su base annua, con Google Cloud che è cresciuta del 103% fino a 30,709 miliardi di dollari, ma le spese in conto capitale sono arrivate a ben 51,355 miliardi di dollari, portando il free cash flow a -9,065 miliardi di dollari. L’utile diluito per azione è stato di 2,12 dollari, rispetto ai 2,87 dello stesso periodo l’anno prima; escludendo le perdite su titoli azionari, l’EPS rettificato risulta di 2,67 dollari, inferiore alle attese di mercato (3,02 dollari). L’azienda ha mantenuto invariata la guidance sugli investimenti fino al 2026, e ha avvertito che nel 2027 “aumenterà in modo significativo” le spese.
Sebbene il margine operativo resti al 32%, la voce “Altri redditi/(oneri) netti” è passata da un valore positivo di 12,759 miliardi ad uno negativo di 8,221 miliardi di dollari, diventando una variabile critica per i risultati. Dopo la chiusura, il prezzo di GOOGL è sceso a 292,50 dollari (-9,97%) con un volume di 25,26 milioni di azioni. Il mercato sta rivalutando la sostenibilità degli investimenti in AI, spostando l’attenzione dalla sola crescita dei ricavi alla salute dei flussi di cassa, una logica di valutazione che rende la vita dura ai giganti tech ad alta intensità di capitale.
In netto contrasto con Alphabet si trova Microsoft (MSFT.US), che mostra bilanci con un rapporto input/output molto più sano. Nel primo trimestre fiscale, Microsoft ha realizzato ricavi per 92,279 miliardi di dollari (+19% su base annua), con un EPS diluito non-GAAP di 4,89 dollari, superiore alle stime di 4,73 dollari; l’EPS GAAP di 4,92 include l’effetto positivo del passaggio all’utile dell’investimento in OpenAI. Il business Azure Cloud è cresciuto del 48% su base annua, gli investimenti in conto capitale sono stati di 39,367 miliardi di dollari.
Pur affrontando anch’essa massicci investimenti nell’AI, Microsoft riesce ad assorbire la pressione grazie alle sue capacità di monetizzazione del cloud, facendo salire il titolo del 2,88% nel dopomercato a 546,30 dollari con 8,04 milioni di azioni scambiate.
Questo contrasto dimostra che il mercato non premia più ciecamente solo la scala degli investimenti in AI, ma valuta sempre di più il ritorno economico generato. Secondo i dati raccolti da Woofun AI, la disciplina per gli investimenti di capitale di Microsoft, unita alla forte crescita del cloud, stabilisce nuovi standard di salute finanziaria per i big tech nell’era AI, con i capitali che si muovono da narrazioni pure ad allocazioni razionali fondate sui reali flussi di cassa.
I settori software e sicurezza sono invece oggetto di una rivalutazione collettiva nel dopomercato: la caduta di ServiceNow (NOW.US) e Fortinet (FTNT.US) riflette preoccupazioni profonde circa la sostituzione dell’IT tradizionale da parte dell’AI. ServiceNow ha perso il 18,07% post chiusura, principalmente per la guidance di crescita del cRPO nel Q4 ridotta al 18,5% rispetto al 20,5% del Q3. Fortinet è crollata del 25,71%, nonostante ricavi Q3 a 2,08 miliardi di dollari (+20%) e guidance annuale rivista al rialzo per la terza volta; il margine lordo non-GAAP al 79,6% è però inferiore alle attese di 80,1% e la guidance Q4 implica una crescita solo del 15,5%, che il mercato ha interpretato come rallentamento. In un contesto di tasso decennale sopra il 5% e forte tasso di sconto, le aziende SaaS sono estremamente sensibili a minime variazioni nei ritmi di crescita. ServiceNow ha visto 7,22 milioni di azioni scambiate, Fortinet 3,08 milioni.
Questa revisione di settore non è un fatto isolato, ma riflette come, nell’epoca dell’innovazione rapida dell’AI, la domanda di lungo termine per software e sicurezza tradizionali sia soggetta a incertezze strutturali, costringendo gli investitori a correggere rapidamente le aspettative su questi asset a lunga duration.
Il settore semiconduttori mostra invece una polarizzazione dei flussi dai software verso l’hardware. L’indice SOX di Philadelphia è salito del 1,76%: AMD +3,24% a 578,44 dollari, AVGO +2,77% a 351,81 dollari. KLAC in particolare ha reso +3,33% a 158,77 dollari, salendo ancora in after-market fino a 165,04 dollari (+3,95%). Al contrario, NVDA ha perso l’1,18% a 215,38 dollari, segno che anche nell’hardware AI sono in corso rotazioni strutturali degli investimenti.
Questa logica deriva dal timore che, lato software, l’AI riduca i budget IT tradizionali, mentre nell’hardware beneficia degli investimenti su infrastrutture AI. Lo stesso driver macro genera effetti contrari nelle due filiere, con i flussi che prediligono i ritorni certi dell’hardware rispetto alla crescita abbonamento software più incerta.
Tra gli altri big tech, la performance è risultata relativamente fiacca o sotto pressione. Apple ha perso lo 0,94% a 343,83 dollari, Tesla lo 0,80% a 404,22 dollari e Meta l’1,24% a 612,49 dollari. Amazon lieve rialzo dello 0,59% a 254,60 dollari, mentre eBay ha guadagnato nettamente +4,97% nel dopomercato a 123,88 dollari, rispetto ai 118,02 dollari in giornata.
Questa divergenza indica che, in un contesto di crescente incertezza macro, gli investitori tendono verso asset difensivi o titoli con narrative di crescita peculiari. Con la trimestrale Amazon in arrivo, l’attenzione si concentra sul bilanciamento tra il cloud e il retail. L’aumento di eBay è probabilmente legato alla resilienza del suo business e-commerce, mente le perdite su Apple e Meta riflettono i timori circa il rallentamento della crescita dei big tech consumer.
Sul fronte delle azioni crypto USA, sotto i riflettori i dettagli della posizione e delle manovre di finanziamento MicroStrategy (MSTR.US). Al 26 ottobre, la società detiene 848.517 bitcoin, acquistati per 64,02 miliardi di dollari. Al prezzo intraday del 29 ottobre di 79.775 dollari, il valore di mercato è 67,69 miliardi. Sulla base del dato CNBC di 61,732 miliardi di market cap, il rapporto valore/posizione è 0,91x, con un profit/flottante del 5,74%. Il 28 ottobre Strategy ha ottenuto l’approvazione in assemblea per una revisione dei dividendi delle quattro azioni privilegiate (STRF, STRC, STRK, STRD): STRC entra in vigore dal 1° novembre 2026, le altre dal 1° gennaio 2027.
L’iniziativa mira a trasformare le azioni privilegiate in strumenti di distribuzione ad alta frequenza per stabilizzare il costo del funding. MSTR ha chiuso a 145,16 dollari (+2,66%), poco dopo in flessione a 144,15 dollari (-0,70%). Strive ha aumentato la propria posizione di 43.000 bitcoin tramite emissione di azioni privilegiate, per un valore di 3,43 miliardi di dollari, prezzo medio di acquisto 82.732 dollari superiore all’attuale, con il titolo Strive in crescita dell’1,46% a 27,53 dollari.
La crisi di estrazione degli asset di Datavault AI (DVLT.US) ha invece scatenato una crisi di fiducia nelle azioni crypto USA. L’azienda ha sottoscritto un accordo con Scilex, vendendo 15 milioni di azioni per 150 milioni di dollari pagati in bitcoin, valutati a 112.915,52 dollari per BTC, equivalenti a 1.328,43 BTC, depositati su wallet Biconomy. In seguito, la società ha rivenduto 491,431 BTC per ottenere 40,5 milioni in cash, ma il resto degli asset risulta non estraibile.
L’azienda ha annunciato la revisione dei resoconti Q3 2025, annuali 2025, Q1 e semestrali 2026: prevista una riduzione di asset rispettivamente per 8,1 milioni, 92,2 milioni, 57,1 milioni e 49 milioni di dollari. Il titolo DVLT è passato dallo 0,13 dollari del 26 ottobre allo 0,07 del 27 ottobre, chiudendo a 0,09 dollari il 28 (ultimo prezzo 0,088 dollari). È la prima disclosure pubblica nella mania DAT in cui le cripto in bilancio risultano non estraibili, infrangendo il paradigma di sicurezza delle custodie e spostando il focus della valutazione dalla “quantità detenuta” alla “verificabilità delle detenzioni”.
L’ecosistema crypto allargato e il contesto regolatorio stanno subendo rapidi cambiamenti. Galaxy Digital ha registrato profitti trimestrali di 323 milioni e annuncia buyback da 200 milioni. SoFi rivela 503.000 prodotti criptovalutari, con 162 milioni di ricavi lordi. Circle rischia, secondo Mizuho, perdite fino al 20% dei ricavi per motivi legati agli agenti AI, mentre Ark Invest ha acquistato 5,2 milioni in azioni Circle e venduto 15,9 milioni del proprio ETF bitcoin. Moody’s assegna rating investment grade a RLUSD di Ripple, entrando in competizione diretta con USDC di Circle. La CFTC porta in causa lo Utah, aggravando il conflitto tra autorità federali e statali sulla regolamentazione dei prediction market, con impatti su aziende come Robinhood. Dal punto di vista contabile, il nuovo FASB ASU 2023-08 richiede la valutazione dei cripto asset idonei al fair value, ma il caso DVLT mostra che “se sia confermabile” viene prima di “come si misura”: l’assenza di controllo sulla custodia impedisce la contabilizzazione dell’asset stesso.
Rischi geopolitici e prospettive future: la situazione in Iran resta tesa. Il conflitto dura da 8 mesi e il 22 ottobre l’Iran ha annunciato che sette petroliere nello stretto di Hormuz sono state danneggiate, minacciando attacchi a infrastrutture petrolifere e AI se USA e Israele dovessero riprendere i raid. Il 28 ottobre fonti stampa riferiscono che gli USA hanno chiesto ai Paesi del Golfo di prepararsi a una ripresa delle ostilità dopo le elezioni di medio termine; Trump il 26 ottobre ha dichiarato di ponderare tra il “trovare un accordo” e il “risolvere radicalmente”. Secondo UBS, le esportazioni russe di petrolio sono solo il 10% sotto i livelli pre-guerra, il Brent resta nell’intervallo 110-115 dollari, l’ETF energetico XLE guadagna lo 0,35%. Le elezioni di medio termine sono fissate per il 3 novembre e il controllo del Congresso avrà impatto diretto su energia e regolamentazione crypto.
Il 29 ottobre saranno comunicati i dati core PCE (stima 3,1%) e GDP preliminare (stima 3,2%): se i dati fossero superiori alle attese, il rendimento decennale potrebbe salire ancora, esercitando nuova pressione su tech e crypto asset. Dopo-borsa del 29 ottobre sono attesi i report di Lilly, Mastercard, Amazon, Intel, Strategy, Coinbase, mentre ExxonMobil, Chevron, AbbVie li pubblicheranno il 30 ottobre prima dell’apertura. Warsh ha annunciato che dal 2027 su 8 incontri annuali 1 sarà dedicato esclusivamente a strategie macro (senza voto sui tassi), che diventeranno 2 dal 2028, mentre i dividendi giornalieri STRC partono dal 1 novembre. Il tonfo di NOW e FTNT, se confermato nella seduta successiva, potrebbe pesare su tutto il settore SaaS.
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