Anche una smentita tardiva è comunque una smentita, A100 offre una logica perfetta per Neocloud
La teleconferenza di ieri sera di CoreWeave (una rappresentativa nuova società americana di infrastrutture cloud, Neocloud) è stata davvero brillante. Quello che ha colpito di più non è stata tanto la frase del CFO “we are seeing demand, pricing, and margin all expanding (la domanda, i prezzi e i margini stanno tutti aumentando)”, né il fatto che gli RPO abbiano raggiunto i 129 miliardi di dollari (più di 3,3 volte il CapEX annuale), ma piuttosto questa affermazione:
“We recently signed an A100 contract that extends into 2029 at an attractive price.” Ad esempio, abbiamo recentemente firmato un contratto A100, la cui durata è stata estesa fino al 2029, ad un prezzo estremamente interessante.
Questo coincide perfettamente con la lettera aperta appena pubblicata da Jensen su X, dove Jensen afferma che la vita economica dell’A100 si avvicina ai 10 anni. Tutti sappiamo che l’A100 è stato lanciato nel 2020, quindi una GPU introdotta sei anni fa può ancora firmare nuovi contratti nel 2026 e questi possono durare fino al 2029, ad un prezzo ancora “attractive”.
Questo colpisce proprio il punto più cruciale del modello di business di Neocloud.
CoreWeave ha chiaramente dichiarato nel suo 10-K del 2025 che la vita utile per l’ammortamento delle GPU e delle relative apparecchiature tecniche è di 6 anni. Questa decisione sull’ammortamento è stata fortemente messa in dubbio dal grande ribassista Michael Burry, ed è anche il fulcro della sua tesi ribassista sui AI presentata nel novembre 2025.
Secondo Burry, la reale durata economica di una GPU è solo di 2-3 anni, mentre gli hyperscaler le ammortizzano su 5-6 anni, con il risultato di sottostimare pesantemente i costi di ammortamento e sovrastimare gli utili del business cloud.
Questo dubbio non è affatto infondato (e infatti sconvolse il mercato all’epoca): se davvero una GPU producesse valore economico per soli 2-3 anni, la leva finanziaria di Neocloud sarebbe ovviamente molto rischiosa:
Prendere in prestito per acquistare GPU → Il valore economico delle GPU si riduce rapidamente → Il valore residuo dell’asset è vicino a zero → prima che il debito venga rimborsato, l’asset non genera già più profitto.
Oggi, CoreWeave offre un controesempio assolutamente diretto, che smentisce Michael Burry: l’A100 del 2020 completa il ciclo di ammortamento di 6 anni nel 2026, ma può ancora essere oggetto di nuovi contratti fino al 2029 e addirittura vede il proprio valore economico aumentare.
In questa teleconferenza, CoreWeave ha anche risposto direttamente che una volta scaduti i vecchi contratti di noleggio delle GPU, queste possono essere riallocate a workload come l’Inference, continuando così a massimizzare il valore degli asset.
Poi, CoreWeave ha fatto un’affermazione estremamente significativa:
“So when an initial contract ends, the cluster no longer has any leverage, and we are free to recontract that cloud infrastructure or offer it to the market.” Quindi, una volta giunto al termine il contratto iniziale, il cluster non possiede più alcuna leva finanziaria e siamo liberi di riaffittare quelle infrastrutture cloud o offrirle nuovamente al mercato.
Tradotto in modo più comprensibile:
Quando termina il primo contratto/contratto iniziale, gli obblighi finanziari relativi a quel Cluster (GPU cluster) di solito sono stati quasi totalmente coperti o ripagati dalle entrate del contratto iniziale, così CoreWeave può riaffittare questo asset fortemente de-levereggiato e, per i ricavi successivi, non deve più sostenere il peso del recupero del capitale iniziale.
Questo è proprio l’aspetto più brillante del modello di business di Neocloud.
Si può immaginare un GPU Cluster come due cicli di vita: la prima fase è l’Initial Contract (contratto iniziale), in cui il cliente firma un accordo a lungo termine e i ricavi da noleggio coprono principalmente la parte più onerosa del CapEx; la seconda fase è completamente diversa: dopo la scadenza del contratto, la GPU non viene dismessa, può essere ancora affittata, e proprio su questo CoreWeave sottolinea:
“In a market where new capacity is supply-constrained and costs are rising, AI cloud infrastructure in production is a scarce, valuable asset…increasingly we are seeing longer utilization at higher prices, offering the potential for significant further upside.” In un mercato in cui la nuova capacità è limitata e i costi aumentano, le infrastrutture cloud AI in produzione sono asset scarsi e preziosi… sempre più spesso vediamo tempi di utilizzo più lunghi e prezzi più alti, il che offre un potenziale significativo di ulteriore crescita.
In poche parole, questa frase significa:
Dopo la fine del primo contratto, i nuovi contratti vengono siglati a prezzi significativamente più elevati.
Questo spiega perché il modello di business di CoreWeave, cioè il modello Neocloud, è molto più interessante di quanto il mercato immagini. Il punto saliente di Neocloud non è solo quanto guadagni dal primo contratto GPU, ma quanto può guadagnare dopo aver de-levereggiato la GPU per la prima volta e per quanti anni ancora.
Guardando al prodotto A100 lanciato sei anni fa (nel 2020 il mondo era ancora in piena pandemia e l’intelligenza artificiale non era ancora al centro dell’attenzione), il “secondo ciclo di vita” dei GPU Cluster appare chiaramente molto lungo, quindi il vero ROIC di Neocloud è impensabile.
È evidente che Elon Musk, che prevede di quadruplicare la capacità fino a 8 GW nel 2027, lo abbia ben chiaro: ormai SpaceX si avvicina davvero a essere un’azienda Neocloud (e attenzione, non è una battuta su Musk).
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